(navigation image)
Home American Libraries | Canadian Libraries | Universal Library | Community Texts | Project Gutenberg | Biodiversity Heritage Library | Children's Library | Advanced Microdevices Manuals | Linear Circuits Manuals | Supertex Manuals | Sundry Manuals | Echelon Manuals | RCA Manuals | National Semiconductor Manuals | Hewlett Packard Manuals | Signetics Manuals | Fluke Manuals | Datel Manuals | Intersil Manuals | Zilog Manuals | Maxim Manuals | Dallas Semiconductor Manuals | Temperature Manuals | SGS Manuals | Quantum Electronics Manuals | STDBus Manuals | Texas Instruments Manuals | IBM Microsoft Manuals | Grammar Analysis | Harris Manuals | Arrow Manuals | Monolithic Memories Manuals | Intel Manuals | Fault Tolerance Manuals | Johns Hopkins University Commencement | PHOIBLE Online | International Rectifier Manuals | Rectifiers scrs Triacs Manuals | Standard Microsystems Manuals | Additional Collections | Control PID Fuzzy Logic Manuals | Densitron Manuals | Philips Manuals | The Andhra Pradesh Legislative Assembly Debates | Linear Technologies Manuals | Cermetek Manuals | Miscellaneous Manuals | Hitachi Manuals | The Video Box | Communication Manuals | Scenix Manuals | Motorola Manuals | Agilent Manuals
Search: Advanced Search
Anonymous User (login or join us)
Upload
See other formats

Full text of "La giocoliera ballo in 5 atti"



v 




TEATRO VITTORIO EMANUELE 




BALLO IN 5 ATTI 



DI 



SAI* 



Musica del Maestro 



j ^ g^ »^, 



Cent. SO 



TORINO 
O. ARMANDI, editore 

Piazza Castello, N. 18 

(Proprietà riservata) 



m r0x Eh r<*, rm n? 






BALLO IN 5 ATTI 

DI 

PASQUALE BORiai 

riprodotto dal coreografo 



Musica del Maestro 

PAOLO G IORZ A 

da rappresentarsi al Teatro Vittorio Emanuele 
nella stagione d'autunno 1895 



Protagonista la celebre danzatrice 

ANTONIETTA BELLA 




TORINO 
G. ABMANDI, Editore 

Piazza Castello, N. 18 



. 



Torino - Tip. M. Artale, via Maria Vittoria, 1' 



r 



IRBONAGGI 



Tisbe 

Giorgio suo padre . 

Carlotto suo padre. 

Duca di Rionero . 

Don Luigi suo figlio 

Don Gallos 

Il Viceré 

Donna Elvira di Perez 

Un banditore . 

Un giocoliere . 



JkTTOHl 



Antonietta Bella 

Giuseppe Piantanida 
Carlo Boggio 
Giovanni Ferrerò 
E?nma Baltj 
Felice Gelato 
Giov. Battista Bruneri 
Maria Boccardo 
Gio. Battista Bruneri 
Augusto Ginghini 



» « » « 



La scena è in Napoli verso il 1600 



Proprietà del Coreografo GIOVANNI RANDO. 




I 



Distribuzione delle Danze 



ATTO L 

Adagio e passo di Carattere, eseguito dalla signora 
Bella unitamente al signor Boggio. — Ballabile 
Tarantella, eseguito dal Corpo di Ballo, nel quale 
prendono parte la signora Bella ed il sig. Boggio. 

ATTO II. 

Passo a solo d'azione, ballato dalla signora Bella. — 
Terzetto orazione, eseguito dalla signora Bella e 
dai sigg. Gelato e Boggio. 

ATTO III. 

Adagio e Waltzer, eseguito dal Corpo di Ballo — Passo 
a due, danzato dalla coppia Bella e Boggio. 

ATTO V. 

Ballabile mascherato, cogli Arpilegno, eseguito dal Corpo 
di Ballo — Waltzer eseguito da tutto il Corpo di 
ballo e a cui prenderanno parte i primi ballerini — 
Galoppo eseguito dal Corpo di Ballo e a cui prenderà 
parte la signora Antonietta Bella. 







ATTO PRIMO 



Un Largo in Napoli di prospetto al mare. 

E 5 il dì della festa di S. Gennaro. Il Largo è ingombro 
di una folla spensierata e chiassosa, che compra, vende, 
ride e burla Gallos, vecchio bellimbusto. Ad un tratto 
costui si scontra in un giovinetto , le cui vesti popolane 
singolarmente contrastano con la distinzione del suo volto, 
e la elegante semplicità dei suoi modi. Quel giovane 
pallido, pensieroso ed inquieto come chi cerca alcuno e 
non lo trova, è don Luigi, figlio del potente ed orgoglioso 
duca di Rionero. Don Gallos lo riconosce, e una esclama- 
zione di sorpresa sfugge ad un tempo dalla bocca di en- 
trambi. Poche parole bastano a don Gallos per indovinare 
la causa di quel travestimento e di quella tristezza. — Ah! 
giovinetto mio> voi siete innamorato. — Oh ! in che 
tempi viviamo. Vi guarirò io. La ricetta di don Gallos 
è la vecchia e screditata ricetta di tutti i libertini. — / 
visi tristi^ dice don Gallos, fanno paura alle donne...* 
pensate a divertirvi con me. 

In quella, un grande movimento si opera nella folla. 
Una compagnia di saltimbanchi è giunta sul Largo. E' la 
compagnia cui appartiene la vezzosa Tisbe, la delizia del 
Molo, la meraviglia di Napoli, e che suole precederla di 
poco. La folla si ferma in un sol gruppo attorno ai sal- 
timbanchi , curiosamente chiedendo quando giungerà, 
quanto si tratterrà sul Largo, e quali danze eseguirà la 



8 

bella Giocoliera. Don Gallos spiega a don Luigi di che 
si tratta, e magnifica i pregi della popolana danzatrice, e 
n'esalta i vezzi e la grazia. Ebbene, conclude, tutto questo 
tesoro di giovinezza, di bellezza, di abilità, sarà mio, 
perchè io ne sono innamorato fradicio... alla mia fog- 
gia. . già s'intende. La fronte del giovane, che al giun- 
gere dei saltimbanchi si era rasserenata , si corruga di 
nuovo a tali parole. Don Luigi ama di vero amore la 
Giocoliera. 

Eccola frattanto, agile, svelta, . leggiera , turbinando in 
mille fantastici rapidissimi giri ; eccola nell' impeto, nel- 
l'inspirazione della danza; il popolo l'applaude e le fa 
corona ; ognuno ha una parola di simpatia e di lode per 

lei. 

Due persone ad un tempo le si accostano. Don Gallos 
e don Luigi. Il primo col fare spavaldo e vanitoso del 
libertino le offre la sua protezione, e le presenta un ricco 
mazzo di fiori; l'altro timido, esitante, confuso le offre 
un modesto e semplice mazzolino di viole. Delle due 
offerte una sola è accettata ; l'umile mazzolino ha l'onore 
di olezzare sul seno della giovinetta, mentre il ricco mazzo 
di fiori giace a terra non curato e respinto. Infuria don 
Gallos, e scambia vive parole coli' emulo preferito. Tisbe 
si frappone, e comanda con vezzo femminile pace al 
vecchio amatore. Un di lei sguardo, un di lei sorriso ne 
calmano gli sdegni. La giovinetta si rivolge quindi pie- 
tosa a don Luigi; ma Giorgio, il padre di Tisbe, cui non 
garbano punto quei segreti colloqui, bruscamente richiama 
la fanciulla alla danza. Obbedisce Tisbe ; Carlotto, il fra- 
tello, la seconda. La folla applaude ; l'allegria si fa generale 
e tutti danzano allegramente una Tarantella improvvi- 
sata all'istante. 

Le affascinanti movenze di Tisbe hanno raddoppiato 
l'amorosa fiamma in cuore ai due cavalieri, e l'uno e 
l'altro si propone di farla sua: ma differente è l'affetto, 
e ben diversi quindi i pensieri che ispira. 

E' appéna finita la danza, che la guardia reale, la quale 
si reca al Palazzo, rompe la folla, e un banditore vice- 
reale annunzia al popolo che S. A. per festeggiare l'ono- 
mastico del Re apre a festa i proprii giardini, e v'invita 
il popolo. 



9 

Don Gallos si accosta a Tisbe, e com mille galanti 
complimenti le ricorda eh' ella pure è chiamata a ralle- 
grare colle sue danze la festa vice-reale. 

La folla si disperde; Tisbe va per seguire il padre ed 
il fratello, ma don Luigi la trattiene e le rivolge ardenti 
parole d'amore. Il loro colloquio è interrotto dal soprag- 
giungere di un estraneo. E' il Duca Rionero, il padre di 
don Luigi, che rimprovera al tìglio le mentite vesti e il 
basso amore, e lo chiama ai doveri del proprio nome e 
del proprio grado. Don Gallos ride dell'avvenimento e si 
lusinga di trarne favorevole partito. 



ATTO SECONDO 



Stanza terrena dei giocolieri — Porta nel fondo 

Finestra da un lato. 

I saltimbanchi si dividono il guadagno di quel giorno. 
Tisbe consegna a suo padre il frutto delle sue fatiche ; 
quindi, stabilita l'ora per la notturna rappresentazione, i 
saltimbanchi si ritirano e Tisbe rimane sola. 

La giovinetta ne aveva bisogno: il suo cuore ha tra- 
salito di nuove e fortissime gioie ; essa ama il pensoso e 
malinconico giovane, che da qualche tempo la segue do- 
vunque, e si trae dal petto il mazzolino che egli le pre- 
sentò, e lo vagheggia, lo bacia e ribacia.. Povera Tisbe! 

Ma mi ama egli realmente? Oh! l'orribile dubbio! 
A strapparselo dall'anima, Tisbe toglie una margherita al 
mazzolino di fiori, ne spoglia i petali , chiedendo a quel 
muto oracolo d'amore una risposta che teme e che desi- 
dera; l'ultimo petalo alfine le dice ch'ei l'ama e la giovi- 
netta si abbandona con ebbrezza febbrile alla gioia di 
questa risposta. 

Sopraggiunge don Luigi. Al vederlo Tibse rimane in- 
terdetta, confusa, ma ben presto l' innamorata fanciulla 
più non vede che 1' amato giovine, più non ode che le 



10 

sue bollenti proteste d' amore, non pensa più che alla 
gioia dell'amare, riamata, non sogna più che l'ebbrezza 
di volare tra le sue braccia. E già,, anelante, affascinata, 
ammaliata, gli getta al collo le braccia, quando si risso- 
viene delle serie parole di suo fratello, e ricorda al gio- 
vine come la di lei vita sia consacrata intera alla propria 
famiglia, che da lei sola ha pane giornaliero, e che per 
cosa al mondo non accetterebbe una unione, che privasse 
il suo vecchio padre del solo sostegno che egli abbia. 

In quel mentre si ode bussare. Chi sarà maiì Don 
Luigi teme di essere sorpreso. Tisbe lo fa fuggire per un 
altro uscio, quindi apre all'improvvisato visitatore. 

E' don Galìos. Il vecchio libertino non rinunciò alla 
giovine e bella preda, che dopo lungo tempo vagheggia. 
Il suo amor proprio di vecchio galante è punto al viva 
dalle ritrosie della fanciulla ed ha giurato di vincerla ad 
ogni costo; ma un'altra volta tornan vane, contro l'onesto 
riserbo di Tisbe, le sue promesee e boriose lusinghe. 

Egli ricorrerebbe anche alla violenza, ma in buon punto 
giungono Giorgio e Carlotto. Il primo dei due col fare 
impacciato, ma pure accorto tanto del popolano , chiede 
con mille ossequiosi inchini a don Gallos a qual causa 
egli debba l'altissimo onore di accogliere nel suo povero 
tugurio, nientemeno che l'illustrissimo don Gallos, l'amico 
del viceré. 

Costui cerca trarsi d'imbroglio donando una borsa piena 
d'oro al vecchio popolano ; ma questi, fingendo sempre 
maggiore sorpresa, insiste chiedendo per qual motivo 
S. E. si degna regalargli una borsa. 

Don Gallos, cogliendo a volo il primo prelesto che gli 
balena in mente : Ecco, risponde : le danze di vostra 
figlia mi piacciono tanto che vorrei ammirarle da 
vicino, è questo riè il prezzo. 

Quand'è così, risponde l'astuto Giorgio, intascando la 
borsa, è danaro ben guadagnato; danza, figlia mia, per 
far piacere air illustrissimo don Gallos nostro pro- 
tettore. 

Tisbe ha ella pure formato il suo progetto. Il vecchio 
libertino sarà punito della sua colpa medesima, e così 
seducente è la danza che intreccia col fratello, così pro- 
vocanti gli sguardi che vibra sul vecchio galante, così 



il 

voluttuosi i suoi vezzi e le sue grazie, che don Gallos 
n'è tutto fuori di sé e soltanto dai loro scherzi si accorge 
ben tardi di essere stato il loro zimbello. 

Pure, fingendo disinvoltura, rimprovera Tibse della sua 
crudeltà e le soggiunge : So ben io, crudele , la causa 
della tua freddezza verso di me : povera pazza , tu 
ti abbandoni a speranze che non potranno realizzarsi 
giammai! 

Queste parole sono un colpo di fulmine per la giovi- 
netta che prega e scongiura don Gallos a spiegarsi più 
chiaramente , ma invano. Egli pure a sua volta si é 
vendicato e la lascia in preda alla sua agitazione. 

Oh! la verità, esclama Tisbe, saprò ben io discoprirla! 



ATTO TERZO 



Delizioso giardino : gradinata che conduce agli 

appartamenti vice-reali 

Il popolo lieto e festoso ingombra i giardini e forma 
della sua allegrezza gradito spettacolo alla Corte reale. 
Don Gallos fa gli onori della festa; ordina, dispone, sor- 
veglia, accoglie i cavalieri, le dame e trova sempre qualche 
dolce parola per le belle forosette. 

Il Viceré scende nel giardino ; egli dà la mano alla sua 
vezzosa nipote, la contessa di Perez. Il Duca di Rionero 
e don Luigi sono con essi. — Il Viceré ripete al Duca 
il suo assenso per le nozze di don Luigi con la giovine 
contessa, e ne vuole anzi affrettato il momento. Don 
Luigi si turba a tal cenno ; ma il rispetto e la presenza 
della Corte gli troncano ogni obbiezione sul labbro e a. 
stento frena la propria agitazione. 

Tale agitazione cresce ognor più quando il Viceré or- 
dina, dietro domanda fattane da don Gallos, che si intro- 
duca Tisbe, onde rallegrare con le sue danze la festa, la 



12 

quale diviene generale e Tisbe vi fa prodigi e desta en- 
tusiasmo negli spettatori. 

La bellezza della giovinetta desta l'ammirazione di tutta 
la Corte : ma Tisbe non ode le lusinghiere parole che le 
vengono prodigate ; i suoi occhi e il suo pensiero sono fissi 
in un solo oggetto. Essa ha riconosciuto don Luigi, essa lo 
vide vicino ad altra donna, e la gelosia la divora. Usuo 
petto è anelante , il suo sguardo è fuoco , e già sta per 
prorompere ; ma ad una parola del fratello, che la scon- 
giura a frenarsi in nome del suo stesso amore , essa 
domina la propria passione, ne vince gl'impeti, soffoca i 
singulti, e incomincia la danza. 

Giammai Tisbe ebbe tanto fascino, tanto slancio, tanta 
arditezza nelle sue movenze : si direbbe che l'amore la 
ispiri. — L'entusiasmo è generale. Don Luigi, smarrito, 
quasi fuori di sé, la segue avidamente cogli occhi, e vor- 
rebbe slanciarsi verso di lei ; ma suo padre che ha tutto 
notato, veglia su lui e d'un cenno lo arresta. 

Le danze sono cessate,, la Corte si allontana. Ma il 
turbamento di don Luigi, e gl'infuocati suoi sguardi ri- 
volti alla danzatrice non isfuggirono alla Contessa, che 
acerbamente ne lo rimprovera. L'amante mendica delle 
scuse, giunge a calmarla, e giurandole amore la segue 
negli appartamenti. 

Tisbe ha tutto ascoltato, tutto compreso. Essa vorrebbe 
correre dietro alla rivale, al traditore; ma don Gallos. che 
ha deciso di farla sua ad ogni costo, coglie quell'istante 
propizio, e la fa rapire da alcuni servi, ivi a tal uopo 
nascosti. 



ATTO QUARTO 



Stanza nelV appartamento dì Don Gallos. 

Don Gallos entra frettoloso e dà a' propri servi alcune 
rapide disposizioni, perchè Tisbe sia degnamente ospitata 
nel suo palazzo. 

Alcuni famigli portano colà la giovinetta priva di sensi 



13 

e l'adagiano sopra un divano. Carlotto fa capolino dalla 
parte del fondo, e si mette in disparte osservando i mo- 
vimenti del vecchio. 

Frattanto don Gallos congeda i servi, e rimasto solo 
con Tisbe, le si accosta, la risveglia e con affettuose pa~ 
role, con abbaglianti promesse le parla del suo ardente 
amore per lei. 

Tisbe, ancora sotto il peso delle passate emozioni, a 
stento lega le proprie memorie, ma quando la realtà le 
ritorna tutta al pensiero, un sublime lampo di sdegno 
le illumina il volto ; si alza, fatta terribile dall'innocenza 
oltraggiata, e respinge il vecchio seduttore con un moto 
più di profondo disprezzo, che d'ira. 

Ma don Gallos non sembra disposto a lasciarsi sfuggire 
questa occasione, quando si ode al di fuori uno strepito 
confuso e crescente. Un servo accorre, annunziando che 
uno sconosciuto chiede di lui, minacciando, se non è 
introdotto, di sforzare l'ingresso. 

— Che passi. — Don Gallos muove incontro allo sco- 
nosciuto, e si incontra in don Luigi, che accorre a pro- 
teggere la povera danzatrice. 

— Ove Tisbe? grida minaccioso don Luigi. — Là, 
risponde don Gallos additandogliela — e se qui la trassi 
fu soltanto per salvarla dalla vendetta del Duca e 
della Contessa. — E ve ne rendo grazie, signore ! — 
risponde ironicamente don Luigi; quindi si volge a Ti- 
sbe, in cui l'amore, il dovere, la disperazione combat- 
tono una fiera battaglia. 

Don Luigi cerca calmare l'agitazione della fanciulla. 

— Non temere, le dice, non temere, mia Tisbe, io 
ti amo ^immenso amore, e saprò difenderti da tutti, 
e sfidare t'irà del Viceré, di mio padre, del mondo 
per farti mia sposa. Vieni; noi fuggiremo da Na- 
poli ; noi vivremo l'uno per l'altra ; così dicendo la 
vorrebbe trascinar lungi. 

Frattanto don Gallos ha già formato il suo progetto. 
Acquistarsi ognor più le grazie del Viceré, stringere 
maggiormente la sua amicizia col potente duca di Rio- 
nero, vendicarsi del preferito rivale, strappargli Tisbe, 
mettere una barriera insormontabile fra i due amanti... 
egli lo può con un detto. Perchè non lo direbbe ? Egli 



14 

non veduto s'invola di là, e ne ritorna ben presto con- 
ducendo seco il Duca e la Contessa. 

Una scena terribile si prepara. Il Duca è furente, don 
Luigi incrollabile nel suo proposito; la Contessa impla- 
cabile come una donna oltraggiata. 

Tisbe misura di uno sguardo il presente e l'avvenire, 
e con uno slancio sublime, voltasi a don Luigi, in tuono 
solenne gli dice : « No, don Luigi, io non accetterò mai 
il sacrifizio che voi volete fare per me ; famiglia, ric- 
chezza, ambizione, patria, voi siete disposto a tutto im- 
molare al vostro amore : credetelo, è troppo ; verrebbe un 
giorno, e presto forse, in cui lo sentireste voi pure, e quel 
giorno sarei mille volte più infelice che oggi noi sia. Io 
pure vi sacrifico molto, Luigi, perchè vi sacrifico il mio 
amore. Compite i doveri di figlio, compite quelli di gen- 
tiluomo. » Quindi rende a don Luigi il mazzolino che 
ricorda il passato e congiungendo la mano di lui a quella 
della Contessa : « Siate felici, prosegue, e questa volta 
pregate il Cielo per me. » 

Nel dire queste ultime parole, il pianto, che avea rag- 
gruppalo nel seno, prorompe in uno scoppio dirotto, si 
invola di là e lascia tutti confusi e umiliati. 

La povera danzatrice di strada era stata mille volte 
più grande di loro. 



ATTO QUINTO 



Una piazza in Napoli; da un lato il Palazzo del 
Duca, dall'altro la Chiesa del Carmine. Infondo 
il mare. 

E' il giorno delle nozze di don Luigi con Elvira Perez. 
11 popolo attende esultante gli sposi. Infatti essi escono 
dal palazzo ed avviansi alla Chiesa. 

Una giovinetta coll'aspetto travolto,, colle vesti scom-- 
poste, sforza la moltitudine a schiuderle il passo. È Tisbe 
seguita dal padre e da Carlotto ! 



15 

Tutti ne restano commossi. La vispa, la gaia, la sedu- 
cente giocoliera è dissennata! Lo sforzo che ella fece 
onde vincer l'amor suo per don Luigi le fece vacillare 
la ragione. Tutti ne sentono compassione. 

La giovinetta, vedendo ogni sguardo a sé rivolto, crede 
che la folla da lei attenda le usate danze, e con grazia 
a tutti s'inchina e saluta, quindi s'accinge a ballare; ma 
cessa repentinamente, come colpita da subita dimenti- 
canza. Vedendo il corteggio nuziale che erasi arrestato, 
cerca fuggirlo, e abbattendosi a caso in una donna che 
porta un tamburello, se ne impadronisce, e battendolo 
eseguisce una precipitosa tarantella. 

Don Luigi oltremodo turbato vedendo a che fosse ri- 
dotta la Giocoliera per amor suo, acremente ne rimpro- 
vera il Duca. Egli ne resta commosso, e si mostra disposto 
a desistere dai suoi propositi purché donna Elvira ac- 
consenta a rinunciare alla mano di don Luigi. 

Ella, sperando di ridonare così l'offuscato intelletto a 
quella infelice, aderisce di buon grado (ottenutane l'ap- 
provazione dal Viceré). Poi Don Luigi, approssimandosi 
alla Giocoliera, con somma emozione le dice : Tisbe, di- 
letta mia, riconoscimi, sono Luigi che sarò tuo per sem- 
pre, per sempre, perchè il mio buon padre acconsente 
alfine che tu divenga mìa sposa 

Tali parole hanno magica potenza sui turbati spiriti 
della giovinetta, il cui volto gradatamente rasserenan- 
dosi, appalesa il felice rivolgimento che si effettua nella 
sensibile anima sua. Ella dunque ha riacquistato la lu- 
cidità dell'intelletto, si trova beata nelle braccia dell'amato 
don Luigi, che innanzi a tutti la dichiara sua sposa. Il 
Rionero e la Perez ed il Viceré confermano tali dichia- 
razioni, per cui tutti sono lietissimi, non escluso Giorgio, 
che si conforta all'idea di saper Tisbe felice. 

Il popolo lo festeggia con danze, alle quali per l'ul- 
tima volta vi prende parte la Giocoliera. 



FINE 




) 



RANDI 1V1AGAZZ NI D 



e 



(1 



J 



» nn 




SJìvS 



a^K 




OTTICA 

d* Occli ialeria 



/ 



iie^ 




CTP* 




BERRY 



Via Roma, ri I 
TOJtlftO 






'fr"#"" fr »^ 



Specialità assoluta di Binocwfi e 
Canocchiali perfezionati perjleatri 
e campagna. Garantiti alla prova. 

Frezzi eccezionali. ' "M 




— 



Binocolo Berry, a 6 lenti, [ Q EH 
con astuccio L-' ujuU 

Occhiai,! con L-enti si ybro Ouarzo 

Apparecchi Fotografici ed Accessori. 



-- i - r .-— 



Magazzini per l'ingrosso, Piazza Castello, 16, p. I 1